Collecchio, 9 maggio 2026 - Le dichiarazioni dell’allenatore Carlos Cuesta, durante la conferenza di presentazione della trentaseiesima giornata della Serie A Enilive contro la Roma, rilasciate nella Press Conference Room del Mutti Training Center di Collecchio.
TANTI OBIETTIVI DA RAGGIUNGERE
“Per me e per tutta la squadra ci sono tanti obiettivi: il primo è che ieri eravamo in una posizione di classifica, dove non siamo oggi, vogliamo finire il più alto possibile e fare più punti possibili. Per arrivare ci dobbiamo concentrare sul presente. Approcciare la partita contro la Roma come una grande opportunità, che è veramente in forma e ha vinto le ultime in modo molto convincente. Ma noi andiamo a competere per portare punti a casa. La condizione della squadra? Rispetto all’Inter, non c’è Bernabé, che è una situazione da valutare giorno per giorno. E neanche Oristanio, da valutare giorno per giorno per un problema al ginocchio. Se sarò l’allenatore anche il prossimo anno? Domani sarò io in panchina, se tutto va normale. Ho risposto tante volte sul futuro, il futuro è domani. Il lavoro a salvezza già acquisita? Non cambia niente, il nostro approccio dalla prima settimana in pre-season a oggi è sempre stato lo stesso. Come possiamo aiutare la squadra a evolversi e a vincere le partite. L’approccio non cambia, la mentalità è la stessa. Ogni giorno rappresentiamo il Parma, ogni giorno abbiamo una responsabilità, ogni giorno abbiamo un privilegio e quello ha un prezzo. E il prezzo è il lavoro che si deve fare al 100 per cento. E per me non è un prezzo, fa parte di essere professionista e di approcciare ogni giorno come un’opportunità. Primavera aggregati? Probabilmente sì, ci saranno dei ragazzi della Primavera. Portiamo qualche ragazzo, ma ne saprete di più dopo la pubblicazione del comunicato”.
I GIALLOROSSI CON UN MALEN IN PIÙ
“Abbiamo tanto da vincere, dobbiamo avvicinare la partita per aiutarci a vincere. Sappiamo le loro armi, sono simili alla gara di andata anche con un giocatore in più che ha fatto la differenza per loro, sto parlando di Malen. Ma noi dobbiamo continuare nei nostri punti di forza, rimanere molto compatti quando difendiamo, molto attenti e concentrati per fare una partita molto collettiva. E con la palla continuare a crescere, come nelle ultime partite, che è qualcosa di tangibile. Dove magari il nostro possesso palla e palleggio sono stati migliorati, a volte ci ha permesso di produrre più occasioni e gol. A volte no. Ma è una dinamica dentro la partita, fa parte del nostro percorso. Quindi vogliamo essere più completi possibili attaccando e difendendo, questo non deve cambiare. Il nostro livello deve essere sempre alto. Il nostro livello difensivo, sia nei momenti organizzati che di transizione, sarà fondamentale che sia veramente alto per portare la partita dove vogliamo”.
DA ADRIAN BERNABÉ AGLI ATTACCANTI
“L’assenza di Bernabé? Le caratteristiche di Bernabé non sono facilmente riproducibili, abbiamo la grande fortuna di avere versatilità e caratteristiche diverse. Abbiamo la possibilità di fare diverse cose ed è anche un’opportunità per noi. Elphege e Pellegrino insieme? Possiamo vederli insieme, possiamo vedere uno dei due o anche nessuno dall’inizio. Con il Pisa lo abbiamo fatto, hanno giocato insieme e siamo riusciti a fare il gol della vittoria. Contro la Juventus anche. Non sarebbe nessuna novità”.
LA STAGIONE DI SASCHA BRITSCHGI
“La stagione di Sascha è stata di un livello molto alto. Dobbiamo capire il contesto, veniva da tre partite da professionista disputate in tutta la sua vita nel campionato svizzero che sicuramente non è al livello della Serie A. E’ arrivato con la sua personalità, con la sua capacità per influire positivamente sulla squadra, ha dato tantissimo a livello difensivo, offensivo, ha giocato in molte posizioni, ci ha dato tantissimo. Nello stesso modo abbiamo cambiato la posizione di Enrico (Delprato, nda) nelle ultime partite, con i 4 difensori centrali che stavano facendo molto bene. E non è per un demerito di lui che non ha giocato, è stata di altissimo livello e mancano tre partite e ci deve dare ancora tanto”.
ARTETA, UN PERCORSO BELLO E FELICE
“Con Arteta abbiamo condiviso un percorso insieme di 5 anni, molto bello, felice e onorato di averlo vissuto. Ci sono tanti spunti che potrei dire, non finirei velocemente. Ma per me la cosa più importante è stata la stessa, avere una visione molto chiara per sapere dove bisogna arrivare, sapere che c’è bisogno di un processo, che quel processo ha bisogno di un’evoluzione costante e dentro al processo ci sono up and down, c’è tutto dentro al processo. E anche quando c’è una linea diretta l’obiettivo lo raggiungi. La sua visione, la sua mentalità e soprattutto il suo coraggio, per fare quello che era giusto in quel momento, è stato un grande apprendimento”.