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L'ALLENATORE CARLOS CUESTA: “VOGLIAMO ESSERE COMPETITIVI CONTRO L’INTER”

Collecchio, 6 gennaio 2026 - Le dichiarazioni dell’allenatore Carlos Cuesta, durante la conferenza di presentazione della diciannovesima giornata della Serie A Enilive contro l’Inter, rilasciate nella sala stampa del Mutti Training Center di Collecchio.


AFFRONTARE L’INTER

Giocando molto bene. Il nostro focus deve essere dare il nostro massimo per essere competitivi e per provare a fare quello che vogliamo, per sommare punti, dare continuità al nostro processo e fare una grande prestazione che possa rendere orgogliosa la nostra gente. Voglio arrivare a che siamo una squadra molto difficile da battere, che difende bene quando ha la necessità in blocco basso e il massimo possibile di pressare alto per recuperare la palla. E attacca bene, mettendo l’avversario in difficoltà. Creare occasioni, fare gol e vincere partite. Questo è l’obiettivo, al di là del modulo. E’ vero che il nostro processo è Iniziato dalle basi da quello da quello che era precedentemente fatto e fatto anche con successo. Quello che è stato fatto da mister Chivu, l’anno scorso, fa parte della base, dei fondamentali di quello che volevamo fare. Perché c’era già una pianificazione, un’idea in testa e anche una continuità che volevamo creare. E anche nel processo di continuità c’è dentro un processo di evoluzione, perché vogliamo essere lì al massimo possibile, aggiungendo dei pezzi per essere competitivi”.


MISTER CRISTIAN CHIVU

Non ho il piacere di conoscerlo personalmente, ma mister Chivu ha dato una grande impronta qua, ha fatto un grandissimo lavoro. Che alla fine ci ha permesso domani di giocare questa partita, perché ha raggiunto l’obiettivo salvezza. Solo parole positive per lui, quando vedo giocare l’Inter c’è un’evoluzione. Vedo una continuità delle cose che facevano già da anni precedenti, ma molti aspetti la rende ancora una squadra più completa e quindi gli rivolgo i miei complimenti per il percorso che sta facendo. Il Parma di Chivu come l’Inter? L’ho visto molto prima di venire, è il principale punto di partenza. Così come con Pecchia, ho visto tante partite. Ci sono aspetti simili, la volontà di avere la linea alta, di essere squadra molto compatta senza palla anche nei momenti di pressing. Ci sono degli attributi molto legati a come mister Chivu sente il calcio, lo immagino perché non ho mai parlato con lui. Ma vedo continuità con l’Inter di prima”.


IL FOCUS SUL PRESENTE

Non faccio valutazioni guardando troppo da lontano con un bilancio sul girone d’andata, non è finita e ci manca ancora una partita. Sono assolutamente focalizzato sull’Inter e su come essere competitivi per fare una grande partita. Turnover? Si pensa partita per partita, quando pensi così hai sempre il passato e il futuro in prospettiva. Ma il presente è la nostra priorità assoluta per fare una grande partita contro l’Inter. Firmare per il pareggio? Sai già la risposta… (sorriso, nda)”.


IL MODULO E LA CONDIZIONE DI SQUADRA

Difesa a 3? C’è la possibilità perché l’abbiamo fatto in tante partite della stagione, abbiamo quella variabilità che ci permette di fare linea a 4 o a 5. E la squadra si trova con la stessa disponibilità di giocatori. E si trova carica per fare una grande prestazione domani e dare continuità. Condizione di squadra? Un occhio sul passato e uno sul futuro. Come nella vita. Ma il focus è sul presente. Come stanno? Sì, stanno facendo meglio. Ma anche giocatori che in passato hanno giocato di più, adesso possono avere un po’ più di fatica. Dobbiamo valutare ogni caso in modo singolo. Vediamo domani, ci mancano ancora più di 30 ore per la partita. Bernabé? E’ disponibile e al cento per cento. 18 punti e piena zona salvezza? Non avevo delle aspettative, a livello di punti. Sicuramente il nostro processo di gioco è stato influenzato dalla quantità di eventi che abbiamo avuto, sicuramente inaspettati nei mesi precedenti. Ma siamo riusciti anche a essere forti nella difficoltà, trovando pregi e valori che ci permettono di fare cose positive”. 


LA CRESCITA DI KEITA E L’IMPORTANZA DI ESTÉVEZ

Mandela? E’ una crescita anche dal punto di vista tecnico-tattico, i giocatori, come le persone, hanno bisogno di un tempo per assimilare le cose. Non basta uno schiocco di dita. Capire gli spazi, riconoscerle, azioni motorie che devi coordinare non solo con testa e con il corpo, ma anche con i compagni e gli avversari. Il calcio è semplice, ma ha bisogno di un tempo perché alla fine serve un qualsiasi percorso di apprendimento. E lui si sta trovando ogni volta meglio con le richieste che abbiamo per lui. Sono convinto che si troverà sempre meglio. Lui non può perdere la base, i fondamentali che lo rendono così importante per noi. Estévez? Per me è importante, dal momento in cui il Parma ha nella sua rosa un giocatore, tutti sono importanti. Ed è importante per la società, per noi, ci dà tantissimo. Ci aiuta tanto dentro e fuori. Il suo contribuito è molto importante e sono convinto che ancora lo sarà”. 


LA FORZA DI PELLEGRINO

Pellegrino? Quando vedo il futuro, non mi piace mettere aspettative perché quello è troppo imprevedibile. So che ha un margine di miglioramento importante, lui ha la capacità e la voglia di fare le cose giuste per riuscire a migliorare. E’ molto importante. Questa crescita gli può permettere di raggiungere quote importanti, deve continuare a fare le cose positive. E nello stesso modo, pezzettino per pezzettino, aggiungere quegli aspetti che lo possono rendere più completo e determinante”. 


LA SERIE A 

Sul campionato ci sono delle tendenze molto marcate, sia a uomo o molta densità quando difendi in blocco basso con la linea a 5. Nei primi mesi, affrontando le ultime, con i blocchi bassi abbiamo fatto fatica. Ora il focus è diventare una squadra più completa possibile, capace di difendere e attaccare molto bene in qualsiasi scenario, e che sia sempre pronta a fare punti. Imprevedibilità con Ondrejka e Oristanio? Hanno caratteristiche particolari che ci possono aiutare molto, come altre risorse del resto che possono dare tantissimo. Ora proviamo dentro a un’organizzazione dentro a una stabilità di adattare ognuno al massimo perché il suo percorso possa aiutare la squadra, a giocare meglio e creando un impatto più forte. E sta nella nostra testa avere dei punti più importanti da far crescere”.

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