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PHILADELPHIA JUNIOR CUP, LA TERZA TAPPA AL ”TARDINI” CON CEASAR E RINALDI

Parma, 12 febbraio 2026 – Il Parma Calcio ha ospitato una partita speciale, che si disputa fuori dal campo di gioco. Mercoledì 11 febbraio il Club gialloblu ha accolto la terza tappa della “Philadelphia Junior Cup | Keep Racism Out”, il torneo nazionale giovanile di calcio a 7 dedicato agli oratori delle 17 città della Serie A Enilive 2025/2026, presso lo stadio Ennio Tardini, per un pomeriggio di allenamento dedicato alla riflessione sui valori dello sport.


Ospiti del Club sono stati gli atleti della Parrocchia Santa Maria del Rosario, tra i partecipanti del progetto educativo e sportivo promosso da Philadelphia, iconico marchio del Gruppo Mondelēz International e Title Sponsor della competizione, Lega Calcio Serie A e il Centro Sportivo Italiano. I giovani calciatori, tra i 12 e i 14 anni, insieme ai ragazzi e alle ragazze del Settore Giovanile gialloblu, hanno incontrato Camelia Ceasar e Filippo Rinaldi, portieri rispettivamente della Prima Squadra Femminile e Maschile del Parma Calcio, per un appuntamento di approfondimento sui valori cardine del progetto: amicizia, rispetto e inclusione.


Camelia Ceasar e Filippo Rinaldi hanno raccontato ai ragazzi la propria esperienza e posto l’accento sull’importanza della collaborazione e del gioco di squadra nel calcio e non solo. I giovani della Parrocchia Santa Maria del Rosario hanno donato ai calciatori la maglia “Il calcio è amicizia”, simbolo tangibile dei valori di cui il progetto vuole farsi portavoce. I portieri hanno poi autografato la divisa “Philadelphia Junior Cup | Keep Racism Out”, donata da Lega Calcio Serie A ai capitani della parrocchia, testimonianza della volontà educativa del progetto.

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Sono orgogliosa che si sta dando voce a questo tipo di calcio, non è meno importante ed è bello sapere che a questa realtà si stanno destinando degli investimenti per promuoverlo. La mia storia è iniziata proprio in un oratorio, il Rebaudengo di Torino, avevo otto anni e ci ho giocato per tre anni consecutivi. Era l’oratorio che c’era vicino a casa mia, per me è stato un ambiente molto inclusivo, essendo l’unica ragazzina, mi hanno “viziata” e protetta molto i miei compagni. Sentivo tanto aiuto da parte di tutti. Un’esperienza davvero molto positiva, che consiglio a chiunque. E che rifarei sicuramente. Il mio allenatore poi fu chiamato dal Torino Femminile e, poco dopo, mi chiamò” ha dichiarato il portiere della Prima Squadra Femminile, Camelia Ceasar.


Tanti applausi anche per Filippo Rinaldi che, cresciuto nel Settore Giovanile del Parma, quest’anno ha esordito in Serie A a Napoli: “Ho iniziato all’oratorio del mio paese, nella squadra del Celtic Pratina di Cavriago, e penso che quel calcio con gli amici, ti trasmette tutti i valori e gli stimoli che ti porterai sempre nel corso della carriera. Il legame con il gruppo, il divertirsi in compagnia, nella sua semplicità, credo che sia l’essenza del calcio. In questa squadra ci ho giocato fino a 14 anni, poi mi ha chiamato il Parma. Questi incontri sono stimolanti da fare con i calciatori e le calciatrici di Serie A, è bello incontrare da vicino qualcuno che è riuscito nel percorso fino ad arrivare in Serie A. Poi poter giocare all’interno degli stadi, appunto di Serie A, credo che lo renda un percorso magico, un bambino può sentirsi già un po’ giocatore”. 


La Philadelphia Junior Cup, giunta quest’anno alla tredicesima edizione, sposa ancora una volta la campagna di sensibilizzazione contro il razzismo e ogni forma di discriminazione “Keep Racism Out”, promossa da Lega Calcio Serie A in collaborazione con l’UNAR, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il rispetto e l’inclusione sono temi centrali del progetto, affrontati durante l’incontro di sensibilizzazione, oltre che dai campioni gialloblu, anche da Giuseppe Squarcia, CSR Manager del Parma Calcio, Martina Ranieri, Children Safeguarding Officer del Club gialloblu, Oumar Daffe, dell’Ufficio Corporate Social Responsibility di Lega Calcio Serie A, e Claudio Bassi, Presidente del CSI Parma.


Nei mesi della competizione, da gennaio a maggio, i giovani calciatori si sfidano nelle fasi territoriali, regionali e interregionali, fino a decretare le otto squadre che voleranno a Roma per eleggere il team campione dell’edizione, con una finale d’eccezione che si disputerà sul terreno dello Stadio Olimpico capitolino, poco prima della Finale di Coppa Italia Frecciarossa.


Il progetto non si sviluppa esclusivamente sul terreno di gioco. Gli atleti del torneo prendono infatti parte agli appuntamenti formativi ospitati nelle sedi e nei centri di allenamento dei Club del massimo campionato. Durante gli incontri, insieme ai campioni della Serie A Enilive, a psicologi, educatori ed esperti, i giovani calciatori approfondiscono l’importanza dei valori dello sport, con l’obiettivo di creare ambienti più inclusivi dentro e fuori il campo di gioco. Il progetto contribuisce ad accorciare le distanze tra lo sport di base e lo sport di vertice, con gli atleti che vivono l’esperienza dei grandi campioni, entrando negli stadi della Serie A Enilive, sia con walkabout a loro dedicati, sia confrontandosi in campo nei pre-gara dei match del massimo campionato.

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