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L’ALLENATORE FABIO PECCHIA: “LA PARTITA PIU’ BELLA DELLA STAGIONE”

Parma, 24 settembre 2023 - Le dichiarazioni dell’allenatore crociato Fabio Pecchia, rilasciate al termine della partita Parma-Sampdoria, valida per la sesta giornata del campionato Serie BKT.

 

Abbiamo fatto una partita di ritmo, di qualità e di sostanza. Volevamo stare dentro la partita, l’abbiamo presa sul finale, ma oggi faccio i complimenti ai miei, perché hanno fatto la partita più bella della stagione. La Sampdoria non l’avevo mai vista in difficoltà, per questo la classifica non deve ingannare. Poteva essere in difficoltà di classifica, ma non di prestazioni. Noi abbiamo fatto una prestazione sontuosa, sono molto felice. Il pareggio premia gli sforzi dei miei, abbiamo fatto una prestazione voluta. Torniamo ai dati e alle statistiche. A Catanzaro siamo andati in gol in ogni situazione, oggi c’è mancata la precisione e il guizzo. Ma ho visto una squadra matura e seria, con grande umiltà abbiamo fatto le cose. Bisogna essere contenti, anche tutti l’ambiente lo deve essere. Perché ora ci provano: anche oggi nel pre-gara si parla di fuga e la fughetta. Il campionato deve ancora iniziare, il Parma sta facendo le sue cose, pensare che possa vincerle tutte è l’ambizione. La squadra deve essere concentrata su questo. E anche l’ambiente: ancora oggi, dopo il derby, un Tardini pieno, una grandissima festa. Ce lo godiamo e ce lo teniamo stretto, ma ogni partita sarà molto complicata. Tutti devono essere dentro, mi è piaciuto l’approccio, giusto, diverso da Catanzaro. E questo è un altro passo avanti. Continua a vedere sempre la luce, il buio mi piace poco e le zone d’ombra ancora meno. In un momento dove sembrava che non ne avessimo più, ma c’era nella testa la voglia di recuperare. Ci teniamo il verdetto del campo. Ho visto una squadra consapevole che non si è mai disunita, una squadra molto più serena. Ecco perché parlavo di leggerezza, nel secondo tempo non ci siamo mai disuniti e siamo rimasti dentro la gara. Il mercato? Ho parlato l’altra volta di questo discorso, in mezzo al campo non era tanto una questione di alternativa di Estévez ma di avere doppi ruoli, doppi giocatori, perché in mezzo, per come giochiamo, è logorante. Estévez ha delle caratteristiche ben precise, Bernabé ne ha altre, questo non significa che non si possa giocare senza Estévez o senza Bernabé. La squadra deve mantenere la propria identità indipendentemente dal singolo. Il Bari? Da stasera cominciamo a pensare, tanti sono usciti stremati per stare addosso alla Samp”.

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