Collecchio, 20 marzo 2026 - Le dichiarazioni dell’allenatore Carlos Cuesta, durante la conferenza di presentazione della trentesima giornata della Serie A Enilive contro la Cremonese, rilasciate nella Press Conference Room del Mutti Training Center di Collecchio.
CON TUTTA L’ANIMA, CON LA VOGLIA E CON IL CUORE
“Per domani mancheranno Frigan, Pontus (Almqvist, nda), Cremaschi come sapete con l’infortunio che ha avuto e che desideriamo che recuperi il più presto possibile. Neanche Bernabé è pronto fisicamente ancora, Delprato è squalificato, gli altri disponibili e porteremo con noi Mena Martinez. Tutti con la testa e l’idea chiara di cosa dovremo fare domani. Noi affrontiamo ogni partita nello stesso modo. Affrontarla con la consapevolezza della forza dell’avversario, dei punti di qualità, della voglia che hanno loro di cambiare la dinamica con un nuovo allenatore e con altri spunti e con la voglia di venire qua a far punti. Noi sappiamo come dobbiamo approcciare la partita, con massima umiltà, con determinazione, con qualità e fare assolutamente tutto quello che è nelle nostre mani per portarla a casa. Ai tifosi dico che noi daremo tutto per renderli orgogliosi, ci piacerebbe il loro calore come è sempre stato per le 29 giornate precedenti. Prometto che daremo il massimo, con la comunione di tutti, con il calore, la passione e il nostro lavoro potremo avere una bella partita. Noi mai approcciamo le partite in funzione della classifica, ma solo a ciò che ci porterà a fare risultato. Noi dobbiamo approcciare nel modo giusto, domani saremo preparati per fare le cose giuste e i ragazzi daranno tutto per portare la dinamica dove vogliamo noi. Come sarà la dinamica? Non lo sappiamo, il calcio è come la vita, incerta. Dobbiamo sentirci comodi in questo e indirizzarlo nella giusta direzione. Questa partita vale tre punti, cerchiamo di fare come ogni partita. Anche se facessimo tre punti, l’obiettivo non è fatto, perché la matematica dice una cosa diversa. Dobbiamo prepararci bene, dobbiamo focalizzarci sul fare una grande prestazione e dopo cercare il risultato con la nostra anima, con tutta la voglia e il cuore. Ma allo stesso modo è il processo per fare le cose giuste. Non sarà diverso mai, ora la testa è focalizzata per arrivare alla partita di domani”.
LA NAZIONALE DI CIRCATI E SUZUKI
“Tutti i giocatori hanno delle ambizioni personali con desideri e obiettivi. Ma allo stesso modo, per una convocazione, tu solo hai una strada per raggiungerla. Prima essere il più bravo possibile, e dopo fare le cose giuste in campo. Alla fine la differenza la fa il lavoro quotidiano. Ogni giorno devi essere migliore, questo ti porterà a fare le cose giuste. Non sempre nella vita dipende da te, ma quando vai casa sai che hai dato tutto. Per tutti i convocati è un motivo d’orgoglio per loro, sanno perché che vogliono di più e per quello conta il lavoro quotidiano che facciamo. Suzuki? Con i suoi atteggiamenti e il suo approccio ha parlato da solo. Gli errori fanno parte del calcio e della vita. Se non ci fossero tutto sarebbe 0-0. Non si creerebbero emozioni. Su Suzuki il mio giudizio non cambia, so quanto ha dato e quanto ci dà. So i giocatori che sono pronti e che daranno un impatto positivo domani”.
FRIGAN & MIKOLAJEWSKI
“Per Frigan non c’è ancora un obiettivo, c’è un percorso individuale e in funzione di come avanza, ci potremo mettere degli obiettivi più precisi. Andiamo avanti giorno per giorno, settimana per settimana, per vedere il suo progresso e come evolve. Mikolajewski? Noi cerchiamo sempre di aiutarli il massimo possibile per raggiungere alti livelli di prestazione e nel loro percorso di crescita. È importante per lui avere un minutaggio di quantità e non solo di qualità. Quando è con noi sempre lo fa ad alto livello, lo fa anche con la Primavera e quello lo aiuta molto nel suo percorso”.
LA CREMONESE DI GIAMPAOLO
“Un cambio di allenatore può comportare un cambio di dinamica di gioco e di stile, in funzione dei giocatori che sceglie e che pensa che siano più adatti per per quello che vuole proporre lui in campo. Noi dobbiamo essere pronti per tutti gli scenari e per fare il possibile per portare la partita dove vogliamo noi. Puoi fare milioni di ipotesi, cosa ha fatto prima, cosa faceva nelle sue esperienze precedenti, ma alla fine il calcio è fatto di giocatori, che hanno tendenze e caratteristiche. Loro hanno già trasmesso una linea guida, di cosa vogliono proporre e fare. Le caratteristiche dell’avversario sono chiare. Per me il punto principale è migliorare te stesso, sapere dove sono i nostri punti di forza, che aspetti dobbiamo migliorare perché nelle ultime settimane non sono stati al livello che vogliamo. Migliorando questo possiamo alzare il livello. Tutti gli approcci di un nuovo allenatore hanno dei pro e dei contro. Io non conosco Giampaolo, ma ha avuto una carriera importante e gli faccio i complimenti per quello. Noi prepariamo qualsiasi contesto nel miglior modo, con quello che c’è dobbiamo fare il massimo. Legato alla partita del girone di andata, sicuramente nel primo tempo abbiamo avuto più la palla e il controllo del possesso. Ma non siamo riusciti a creare troppo pericolo, anche loro non ripartivano. Nel secondo tempo la tendenza è stata invertita, ci sono stati momenti dove abbiamo creato di più. E domani dipenderà molto dal profilo dei giocatori che sceglierà l’allenatore, lui ha un’idea chiara di cosa sarà la cremonese come ha trasmesso nei suoi primi messaggi. Noi dovremo essere pronti. Hanno giocatori che sono bravi nel gioco diretto, hanno la capacità di legare il gioco e attaccare la profondità, hanno esperienza, noi a fare la nostra partita e quello ci aiuterà molto”.
LA SETTIMANA POST-TORINO
“Abbiamo approcciato la settimana con equilibrio, sappiamo di non aver fatto le cose bene, abbiamo analizzato i punti che ci sembravano importanti per migliorare e soprattutto per indirizzare le dinamiche delle partite dove noi ci sentiamo più comodi e a nostro agio, dove possiamo fare prestazioni di livello. Ci sono stati momenti dove pressavamo veramente alto contro il Torino, la palla l’aveva il portiere e non aveva tempo. Vincevamo duelli, creavamo pericolo e infatti il gol viene da una pressione alta. Dobbiamo capire i momenti della partita, avere lucidità per fare le cose giuste che dipendono dal contesto. Dobbiamo avere quelle letture e quella lucidità per fare le cose che la partita ti chiede”.