Collecchio, 12 marzo 2026 - Le dichiarazioni dell’allenatore Carlos Cuesta, durante la conferenza di presentazione della ventinovesima giornata della Serie A Enilive contro il Torino, rilasciate nella Press Conference Room del Mutti Training Center di Collecchio.
LA SFIDA AL TORINO DI ROBERTO D’AVERSA
“Tutti abbiamo bisogno di punti, vogliamo avere continuità. Siamo consapevoli di fare le cose bene, ma dobbiamo lavorare con tanta umiltà, con capacità di sacrificio, con quella unione di squadra che ci aiuta a raggiungere i nostri obiettivi. Mi aspetto una partita molto difficile contro un avversario di qualità. Ha cambiato allenatore, ha cambiato dinamica poco tempo fa. Un allenatore che ha fatto la storia qui a Parma e gli faccio i complimenti per il suo passato e per l’impatto che ha creato nelle prime partite. Noi dobbiamo pensare a fare il nostro, essere consapevoli dei nostri punti di forza, provare a migliorare e sviluppare aspetti per portare la partita dove vogliamo. Mi aspetto un Torino verticale, aggressivo, che ci vorrà mettere in difficoltà e noi dobbiamo essere bravi a portare la partita dove vogliamo. Roberto D’Aversa? Ho avuto la possibilità di conoscerlo brevemente in un evento fatto a Corverciano, alla Panchina d’Oro. Ho scambiato due tre parole, mi è sembrato molto educato e niente di più”.
BENJAMIN CREMASCHI, UN ESEMPIO
“Lui è un giocatore versatile, può coprire diversi ruoli. Si è allenato per molto tempo come quinto, vedevamo sviluppo e progressione nel suo percorso. Quando c’è stata l’opportunità, l’ha saputa sfruttare. Lui ha lavorato molto, con un’idea molto chiara, essere a disposizione nel miglior modo possibile. Poi è l’allenatore che deve fare le scelte nel momento giusto, lui si è fatto sentire pronto e l’ha mostrato in partita. Parla molto bene di lui, della sua mentalità e della sua capacità di essere perseverante. È l’esempio di questo gruppo, che ha la mentalità di fare qualsiasi cosa sia necessario per provare ad avere il risultato e mettere in porto l’obiettivo comune”.
COME ARRIVA LA SQUADRA A TORINO
“Abbiamo fuori Bernabé, Frigan e Pontus (Almqvist, nda) sono ancora fuori con i percorsi individuali. Gli altri sono a disposizione. Recuperiamo Valenti dalla squalifica, recuperiamo anche Sasha (Britschgi, nda). E Mena Martinez è convocato dalla Primavera. E così siamo pronti per andare a Torino a fare punti. Suzuki o Corvi? Inizieranno 11 e gli altri saranno pronti per aiutare chi sarà in campo e per fare un impatto positivo a partita in corso. Ci sarà un portiere sicuro e due in panchina. Britschgi? Può darci una mano ed è disponibile. Le caratteristiche dei centrocampisti in campo domani? Quello che dobbiamo fare è che sicuramente ci saranno tanti duelli, come in attacco e in difesa, dobbiamo combinare bene e difendere molto bene. Quando ci sono situazioni di contrasto, coprire bene gli spazi mentre difendiamo. E poi mischiare la capacità di inserirci, di ricevere fra le linee e andare alla porta avversaria per fare gol. E tornare a 100 all’ora alla tua porta per non prenderlo, il gol. Sapere come sfruttare gli spazi come si lasciano quando abbiamo la palla, saper gestire i momenti di transizione, difendere molto bene, saper essere compatti e aggressivi e vincere i duelli. Essere molto completi, per vincere e portare i risultati a casa devi fare molto cose e molto bene. Devi essere molto dominante nelle aree, è lì che si fa la differenza nel calcio. Essere completi per portare la partita dove vogliamo e sapere i problemi che ci vuole creare il Torino. E noi sapere dei mezzi e delle possibilità che abbiamo per far del male a loro”.
LA GESTIONE DEL MOMENTO
“È meglio gestire i risultati positivi rispetto ai negativi, tutto ti porta apprendimento. Tutto ti porta ad apprendere per la tua crescita. La squadra è stata equilibrata: uno sa che ha bisogno di avere prestazioni ad alto livello, sa che per arrivare ha bisogno di lavorar molto, questo non manca. La capacità di provare e lavorare al massimo e mantenere i piedi per terra. È consapevole di voler mantenere quella linea, e per avvicinarci lavorare molto e lavorare bene. Lo stesso undici di Firenze? Quello che ti può aiutare a vincere una partita, non è l’altra. Nella vita non puoi fermarti, fermarti significa non evolvere. A volte devi mantenere le stesse cose, a volte devi cambiare il come o il chi. Ma il cosa e l’identità dei nostri principi devono rimanere gli stessi e rimanere sempre i punti di forza sempre'.
OBIETTIVO FINALE
“Lottare per il decimo posto? Per me non c’è obiettivo più grande di sfruttare ogni giorno il 100 per cento. Questo ti aumenta la probabilità di raggiungere certi obiettivi. Ci concentriamo sul presente. Oggi fare il nostro massimo, domani andare a Torino ed essere consapevoli della partita e dell’avversario che troveremo. Essere consapevoli di portare i punti. Non vogliamo vedere troppo avanti e indietro, ci concentriamo sui di noi e fare il nostro meglio. Questo ti aiuta ad avere i risultati”.