Collecchio, 5 febbraio 2026 – Le dichiarazioni del CEO Federico Cherubini, durante la conferenza stampa nella Press Room del Mutti Training Center di Collecchio.
L’INTRODUZIONE
“Solo una brevissima premessa, la conferenza nasce in coda alla sessione di mercato e che quindi riprende un’abitudine del passato di fare un bilancio delle sessioni. Lato mio approfitto anche per parlare oltre la sessione di mercato, un’opportunità che oggi abbiamo da quasi un anno, che era il giorno della presentazione. Mi fa piacere che c’è una sala più folta del solito, ho chiesto alle principali figure che lavorano all’interno del Club e al mio fianco, alcune sono delle novità, e per me era importante averli qui. Non per presentarli, ma per condividere tutti insieme il lavoro che stiamo facendo. Mix fra competitività e sostenibilità, siamo convinti di poter alzare le nostre ambizioni una volta che manterremo la Serie A. Dando continuità sarà più facile arrivare a risultati importanti. La sostenibilità ha solo un modo per renderlo organico ed è investire sui giovani. Questo aumenta il rischio, la volontà è proseguire su questa strada, mantenendo equilibri e inserendo giovani che non lo sono più. In tutto questo processo, c’è una riorganizzazione in generale della società, ci hanno lasciato degli elementi che hanno dato un contribuito nella storia del Parma e penso a Mattia Incannella o Valerio Casagrande. Qui vedete le prime linee del nuovo Parma, per farvi vedere quanto lavoro ci sia e quanta progettualità c’è nel dare un aspetto diverso alla società. Il Presidente Krause è meno presente di quanto non lo fosse in passato fisicamente a Parma, ma la presenza della proprietà e la presenze del Gruppo Krause è costante e abbiamo rapporti costanti. C’è molta voglia di continuare questo percorso insieme, con soddisfazione. Speriamo che possa essere reciproca, la storia insegna che, quando trovi persone come queste che hanno voglia di investire, non bisogna farle scappare. Al netto degli umori della tifoseria che comprendo, ma se facciamo un’analisi serena di quanto questa proprietà sta dando al Parma, credo che meriti massimo rispetto della città e della tifoseria”.
IL CALCIOMERCATO
“Soddisfatti lo saremo quando il campo dirà se abbiamo fatto le scelte giuste o meno. C’eravamo dati degli obiettivi insieme alla direzione sportiva e al reparto scouting, naturalmente sulla base delle indicazioni anche dell’allenatore. Abbiamo ridotto numericamente la rosa, c’erano ragazzi che avevano trovato poco spazio e hanno manifestato la volontà di avere altre opportunità, ci sembrava giusto, senza creare problemi all’affidabilità dell’organico. Al contrario abbiamo inserito 4 giocatori in rosa che possono alzare il livello tecnico della squadra. Parallelamente abbiamo inserito ufficialmente in rosa anche Mikolajewksi che è aggregato alla rosa della prima squadra, anche se, quando ci sarà l’opportunità, scenderà a giocare, perché essere stabilmente in prima squadra non deve condannarlo a poi non giocare né in prima né nel settore giovanile. Nella rosa attuale abbiamo reinserito, con la speranza di vederlo in campo prima della fine della stagione, Frigan, che è rimasto lontano per diversi mesi ma contiamo di recuperarlo per il finale di stagione. Numericamente la rosa è scesa di 2/3 unità, ma siamo convinti che sia assolutamente competitiva per provare a centrare l’obiettivo salvezza. Il mercato di gennaio a volte è pericoloso perché la pressione con cui le squadre vivono una fase già avanzata dalla classifica, può spingere a fare operazioni dettate da esigenze del momento o frutto del risultato della domenica precedente. Non abbiamo fatto interventi sul difensore centrale, perché Valenti ha un problema di natura muscolare e già la prossima settimana potrebbe essere riaggregato, Ndiaye siamo lì e oggettivamente quello che fino a due settimane fa era stato indicato il reparto migliore del Parma non ci sembrava giusto intervenire. Løvik è stato sostituito con Carboni che all’occorrenza può giocare da centrale, Ndiaye quando torna sarà da considerare come un nuovo acquisto. Non abbiamo sentito questa esigenza. Da qualche giorno è aggregato in prima squadra Drobnic, solo per gli infortuni di Valenti e Ndiaye, è un giocatore della Primavera molto forte. Da valore al percorso che il Settore Giovanile sta facendo, la Primavera tornata in Primavera 1 sta facendo grande protagonista. Mi appassiono non alla classifica, ma al gioco e alla qualità degli interpreti che ci sono e che potranno fare parte integrante della rosa del Parma in futuro. Schjelderup? Trattativa condotta da Alessandro Pettinà, fin dai primi giorni di mercato. Credo che sin dall’inizio non sarebbe stato facile, le difficoltà sono aumentate, un’intuizione positiva di inizio mercato. C’è mancata la possibilità di chiuderla, la volontà c’era ma non del calciatore. Queste cose succedono abitualmente. Trattenere i calciatori più forti a gennaio? Credo che questo dipende dalla volontà dei giocatori, quanta forza ha la società di trattenere. Qualche sollecitazione è arrivata, ma nessuno dei ragazzi ha manifestato la volontà di lasciare Parma oggi. A gennaio di un anno fa affrontavamo una situazione analoga con Bonny, chiedemmo ad Angelo di restare con noi fino alla fine garantendo che se fossero arrivate delle opportunità avremmo assecondato il suo percorso. E così è stato. Credo che qualche giocatore dell’attuale rosa, se avrà delle opportunità d’estate sarà più difficile trattenere. Nessun calciatore è venuto a bussare alla nostra porta. Approfitto per salutare tutti i ragazzi che hanno lasciato la rosa, in particolare per chi è stato più anni come Hernani o come Djurić che in un anno si è guadagnato la stima e il rispetto dello spogliatoio. Ma di fronte a una proposta importante come quella della Cremonese non ce la siamo sentita di bloccare il suo percorso”.
SCOUTING, DATI E RICERCHE
“Rispetto a questo tema, ringrazio perché mi dà la possibilità di fare un chiarimento, che dall’esterno era percepito che Parma era il luogo dei dati, dove si compravano i calciatori con gli algoritmi. Io sono arrivato un anno fa, e questo aspetto così non l’ho mai trovato. Ho trovato invece un dipartimento, come quello di Mathieu, che offre tantissimi spunti e tantissime opportunità per tutti i professionisti del Club per ricevere dati e ricerche. Ma, almeno in questo anno, non abbiamo mai fatto scelte di mercato basate su dati e analisi. Abbiamo un dipartimento scouting, guidato da Massimiliano Notari che è uno degli scout a livello nazionale conosciuto ed esperto che opera con un sistema tradizionale, abbiamo degli scout che viaggiano in tutto il mondo, in Europa e in Italia. Integriamo i risultati dello scouting con i sistemi dei dati che arrivano dal dipartimento di Mathieu. Ma non ha cambiato un cambio di politica l’uscita di Mathieu, anzi andremo in continuità. Con un occhio al campo e un occhio ai nuovi sistemi”.
IL MOMENTO DELLA SQUADRA
“Un buon margine sulla terzultima? Se lo avessi detto prima del campionato, tutti noi lo avremmo firmato per questa posizione. Ma non siamo in una zona di comfort. Anzi, ritengo che l’obiettivo salvezza sia totalmente aperto e ancora da conquistare. In una o due settimane lo scenario può cambiare. Capisco le polemiche che ci sono state, anche rispetto ad alcune delle nostre prestazioni che non sono state ritenute all’altezza o non lo sono state. Ma va considerato il fatto di un forte ricambio della rosa. Sono arrivati ragazzi giovani che hanno necessità e tempo per adattarsi a un nuovo campionato. E un pizzico di sfortuna nei primi mesi lo abbiamo anche avuto. Tanti ragazzi per molto tempo non sono stati a disposizione. Ci sono tantissime cose sono da migliorare e possiamo far meglio, la salvezza è difficile ma l’ambizione è provare a conquistarla prima possibile. Ma tutte le persone che lavorano attorno al Club e al lavoro di Mister Cuesta, vadano considerate tutte le difficoltà che abbiamo incontrato. Sono vecchio stampo, ma non mi sono mai appassionato alla qualità del gioco. Quando il risultato non arriva guardiamo la classifica. Il lavoro del mister in questi mesi è stato intelligente, perché ha puntato anche a uscire da delle difficoltà con un atteggiamento pragmatico. Che ci ha portato a ottenere dei risultati quando non ce lo aspettavamo. Lui per primo spera di fare qualcosa di più in termini offensivi, perché sappiamo che per salvarci dobbiamo centrare altre vittorie. Per vincere dobbiamo fare qualcosa di più in fase offensiva. In questo senso credo che la composizione attuale dell’organico possa permettergli di fare qualcosa in più. Sul dibattito sui moduli, Cuesta ha la possibilità sia di giocare a 3 o a 4, con un attacco con diverse soluzioni. Abbiamo ridotto la rosa di due unità, ma abbiamo mantenuta integra la possibilità all’allenatore di poter variare anche più volte durante una partita l’assetto tattico. Nessuno si sente in una zona di comfort, abbiamo la grande responsabilità di puntare nella direzione della sostenibilità economica, ma senza il risultato sportivo vale poco. Consapevoli che la salvezza è prioritaria. Penso che la Fiorentina sia lì ma solo temporaneamente, ha le potenzialità per poter uscire. Ma tutte le altre, così come Pisa e Verona le ho visto squadre molto vive, hanno perso dei punti per strada anche quando non lo meritavano. Penso anche al Lecce. Lotta sarà difficilissima, tutte escono rinforzate dal mercato. L’età media? l’età media non diventi un alibi per questo gruppo, squadre molte esperte non ce l’hanno fatta, altre giovani hanno centrato gli obiettivi. Confido che se l’età media sia scesa ancora, dopo le partenze di Djurić e Hernani Jr, i giocatori che sono arrivati non sono giovanissimi, sono del 2000, 2001 e 2003. Il più giovane ha 22 anni, per me i giovani hanno 17 o 18 anni”.