Collecchio, 7 marzo 2026 - Le dichiarazioni dell’allenatore Carlos Cuesta, durante la conferenza di presentazione della ventottesima giornata della Serie A Enilive contro la Fiorentina, rilasciate nella Press Conference Room del Mutti Training Center di Collecchio.
COMPATTI, UNITI, SOLIDI E ORGANIZZATI
“Mi aspetto di essere ‘noi’ domani a Firenze. Dobbiamo essere una squadra molto compatta, molto unita, molto solida, molto organizzata. Con qualità quando gestisce la palla, che deve far male all’avversario in qualsiasi modo sia in ripartenza, sia nell’attacco posizionale e sia nelle palle inattive. Dobbiamo essere la miglior versione di noi stessi, sapendo l’importanza della partita, che è fondamentale e che sono tre punti importanti per noi. Affrontarla con la mentalità che questa squadra ha mostrato e che deve ancora mostrare in ogni momento che va in campo. Il Parma non è più leggero, i punti in classifica non devono cambiare l’atteggiamento e cambiare l’approccio. Loro hanno un’identità di gioco che pensa a portare più prestazioni ad alto livello e risultati. Attaccano molto bene nei triangoli di fuori, hanno grandi combinazioni, attaccano molto bene la profondità, fanno grandi inserimenti e sono molto aggressivi difensivamente. Perché pensano che questo li porta ad avere risultati migliori. Va al di là dei punti in classifica. Fai quello che provi che senti sia giusto. E noi in nessuna partita andiamo con leggerezza o con l’alibi sugli assenti. Noi dobbiamo andare sempre con l’approccio di fare punti, per farli sappiamo che dobbiamo fare le cose giuste e bene, sapendo delle qualità della Fiorentina. E se siamo al nostro meglio possiamo essere competitivi”.
LA NOSTRA FILOSOFIA
“Non faremo nessun esperimento, quello che scegliamo sono cose fatte in partita o che abbiamo allenato. Cose che sono già dentro nel nostro DNA e nelle nostre abitudini. E quello che è chiaro, dobbiamo pensare alle partite che durano 100 minuti, che sono lunghe. Nel calcio oggi dobbiamo essere consapevoli delle 5 sostituzioni che ti permettono di cambiare la metà dei calciatori di movimento, ti permette una flessibilità importante. Perché quando approcci una partita dall’inizio, tante cose non le sai. Gli eventi ti condizionano le partite. Lì hai la certezza, oggi parlarne e chiederlo risulta tutto astratto. Quando sei lì puoi fare certi tipi di scelte. E’ successo molto a noi, che abbiamo avuto la capacità di cambiare. Perché questa squadra ha grande adattabilità e flessibilità, dobbiamo apprezzare tutto. Apprezzare tutti i momenti della partita, nelle ultime giornate l’impatto di chi è entrato è stato molto importante. Al di là del modulo, a 4 o a 5, dobbiamo essere pronti per competere molto bene domani a Firenze. Il dibattito sui calcio d’angolo? Domani non c’è Valenti, quindi non ci sarà dibattito”.
LE CONDIZIONI DELLA SQUADRA
“Non recuperiamo nessun giocatore rispetto a quelli che non c’erano. Solo Ndiaye si è allenato ma non è a disposizione per partire, dopo il lungo infortunio deve continuare il suo percorso individuale fino ad essere pronto per cominciare le partite. Non ci sarà Valenti per squalifica e Bernabé che ha avuto, in modo ricorrente un piccolo fastidio, è infiammato, e non è disponibile per la partita. Che cosa ha avuto? Un problema allo psoas, ce lo ha per molto tempo. Ha fatto di tutto per continuare e giocare, fino a che non ce la fai più, durante la in settimana ha avuto problemi, non riesce, ma nello stesso modo sappiamo che abbiamo una squadra molto competitiva, tutti i giocatori in rosa provano a mettere l’allenatore in difficoltà nelle scelte, domani andremo a Firenze con la mentalità giusta, per fare il nostro lavoro e portare punti. Adrian recuperabile per il Torino? Non lo sappiamo, dipende dall’evoluzione”.
DAL PORTIERE ALL’ATTACCO
“Suzuki o Corvi? La scelta è fatta, non condivisa ma fatta. Dobbiamo essere consapevoli: Zion ha avuto un infortunio di una complessità importante, deve fare il suo percorso di riabilitazione e di preparazione al meglio possibile. Abbiamo due portieri che nel momento in cui Zion non era disponibile, sono stati ad altissimo livello. Ora siamo fortunati ad avere tre portieri ad un alto livello, ora sarà la scelta dell’allenatore decidere chi giocherà. Troilo in continuità dopo San Siro? Era la scelta giusta, ma sono passati 8 giorni, ora ci concentriamo sulla Fiorentina e su quello che dobbiamo fare per portare i punti a casa. Ondrejka? E’ stata una scelta tecnica, si è riscaldato contro il Cagliari. Scegliere un giocatore o un altro, alla fine è legato ai momenti della partita che senti durante il corso della gara. Sorensen e Ordonez? Sono diversi, il primo ha capacità di inserimento e arriva in area, fa gol, ha capacità di sacrificio. Sacrificio lo ha anche Ordonez, è più palleggiatore, ti aiuta nella progressione del gioco, hanno caratteristiche diverse giocando in un ruolo simile. In funzione della partita che vogliamo proporre facciamo le scelte. Strefezza? Può giocare più dentro, sulla catena esterna, se si muove a sinistra siamo più simmetrici. Lui sicuramente ha tanta capacità per capire dove sono gli spazi, per capire dove far male all’avversario. Fa parte della nostra organizzazione, lasciargli libertà per capire il dove il quando e il come. E in passato ha giocato sia dentro che fuori. Ci può aiutare a progredire di più e creare più pericolo”.
LA CRESCITA DELLA FIORENTINA
“Sono una squadra che è cresciuta molto, proprio dopo la partita contro di noi. Dove avevano iniziato a fare certe cose e certe dinamiche che gli stavano aiutando ad avere risultati positivi. E li hanno avuti negli ultimi due mesi. Sono una squadra di grande qualità individuale. Anche a livello collettivo hanno un’identità molto chiara e precisa. Una squadra che gioca in Europa, ad altissimo livello. Noi sappiamo che per portare i punti a casa dobbiamo lavorare molto e bene, essere lucidi ed essere squadra. La presenza di Kean? Sappiamo che hanno diverse soluzioni, noi proveremo a fare del nostro meglio per essere preparati a qualsiasi contesto”.