Parma, 27 gennaio 2026 – In occasione del Giorno della Memoria, il Parma Calcio si è ritrovato oggi al Museo Ernesto Ceresini dello Stadio Ennio Tardini per onorare la figura di Renzo Cavallina, per il sesto anno consecutivo. Ex portiere gialloblu, Cavallina è il simbolo di chi ha scelto di mantenere integri i propri valori durante la Seconda Guerra Mondiale, affrontando la deportazione nei campi di prigionia per aver preso le distanze dal il regime.
Alla cerimonia ha partecipato la famiglia Cavallina con Ada, figlia di Renzo, insieme alle nipoti Letizia e Raffaella e alla pronipote Alice. Per il Club, invece, erano presenti il Chief Operations Officer del Club Stefano Perrone, i portieri delle Prime Squadre e delle formazioni Primavera maschile e femminile. Tutti uniti nel ricordo di un uomo che ha segnato la storia del Club non solo per le sue doti atletiche, ma per la sua statura morale.
UN UOMO ESEMPIO DI RESILIENZA
Renzo Cavallina ha difeso la porta del Parma prima e dopo la tragica esperienza della prigionia. Il Club ha voluto oggi sottolineare quanto la sua storia sia parte integrante dell'identità del Club, un esempio di resilienza che attraversa le generazioni.
“Quando parliamo di Cavallina nessuno deve sentirsi escluso dalla storia, quella con la S maiuscola – afferma Stefano Perrone - Anche dei ragazzi come voi, a 23 anni, vanno in guerra. Molti ragazzi, giovanissimi, molti uomini, sono chiamati a scegliere se continuare a combattere con le truppe nazifasciste, o opporre resistenza. E questi ragazzi fanno una scelta, una scelta di coraggio, sono degli eroi silenziosi. Cavallina è uno di quei ragazzi che ha deciso di non combattere, di dire basta alla guerra, e ne ha subito le conseguenze, mandato in un campo di lavoro. Non bisogna dimenticare quello che è successo in quegli anni che hanno tracciato la Seconda Guerra Mondiale”.